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“Oltre confine. L’Aquila e l’Abruzzo, eventi e personaggi”
Un gentile omaggio da Goffredo Palmerini

L’occhiello di questo articolo è il titolo che Goffredo Palmerini ha dato alla sua recente pubblicazione, edita da libreria Colacchi, l’Aquila, nel luglio 2007. Si tratta di un albero, la comunità abruzzese con le radici piantate nella terra dei Marruccini, Peligni, Frentani e soprattutto dei Marsi e in tanti, frondosi rami, che crescono in molte altre terre, le cui foglie presentano interessanti nervature, ora di biografie di personalità di origine, ora di tradizione e di eventi fuori dal confine regionale, ma sempre fedelmente abruzzesi: un albero che porta la sua frescura su quasi tutte le testate – e sono tante – della Stampa italiana all’estero. Prescindendo dalla metafora, diciamo che essendo Palmerini consigliere degli Abruzzesi nel mondo non poteva non essere amico del Prof. Serafino Patrizio che giova precisare è anzitutto Presidente regionale ANFE per l’Abruzzo, oltre che presidente del Comitato ANFE dell’Aquila. Sono 214 le pagine di questo volume. Lo presentiamo con piacere, trascrivendo integralmente la sua personale introduzione, datata 15 maggio 2007, perchè essa tiene fede al forte e gentile pensiero, com’è la Comunità di questa TERRA-MADRE. “

Non ha alcuna pretesa questo volume, se non quella di raccogliere miei interventi e commenti pubblicati, nel corso d’un anno, sulla stampa italiana all’estero. Per quanto modesto, spero d’aver reso “oltre confine” un servizio utile all’Abruzzo ed alla sua città capoluogo, avendo cercato di suscitare interesse per la nostra terra sui lettori dell’altra Italia, quella straordinaria comunità di connazionali che vive nei cinque continenti, stimata in circa 60 milioni, la quale avverte molto più che non noi qui in Italia il senso della Patria e l’orgoglio dell’italianità. Cominciai l’anno scorso, in gennaio, ad inviare miei scritti alle testate in lingua italiana all’estero. Per la verità già da qualche tempo, ma solo episodicamente, avevo una corrispondenza con il “Il Postino”, mensile di Ottawa, con “l’Italo Americano”, settimanale di Los Angeles, e con Oggi 7, magazine del quotidiano America Oggi di New York, sui quali erano stati pubblicati alcuni miei articoli. Appunto un anno fa, invece, con l’intento dì rafforzare le relazioni con le comunità abruzzesi, specie dopo la nomina nel Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM) dove il Presidente regionale dell’ANCI, Antonio Centi, mi aveva proposto a rappresentare i Comuni della regione, avviai collaborazioni sempre più assidue con le agenzie internazionali e con la stampa italiana all’estero.

Il primo contatto l’avviai con “La Voce d’Italia” in Venezuela, quotidiano di Caracas fondato e diretto da Gaetano Bafile, abruzzese davvero eccezionale e cittadino onorario dell’Aquila. Voglio qui ringraziare Manza Bafile, sua figlia, allora vice direttore del giornale ed ora autorevole Deputato del Parlamento italiano e Segretaria della Presidenza della Camera, che con piena disponibilità pubblicò un mio articolo su Mario Fratti, il grande drammaturgo aquilano che vive a New York. Fu per me quasi un viatico in direzione della bella esperienza con i giornali italiani all’estero. Da allora le testate che ospitano sono cresciute di numero, come pure è aumentata la mia regolarità nello scrivere, ormai quasi settimanale. Questo volume raccoglie tutti gli articoli d’un anno, da gennaio 2006 a febbraio 2007. Trattano argomenti, fatti ed eventi riguardanti l’Aquila e l’Abruzzo, le nostre tradizioni più singolari, personaggi illustri, manifestazioni culturali dì rilievo e temi legati all’emigrazione. Mi auguro abbiano in qualche modo destato interesse negli italiani all’estero. Sarebbe già un buon risultato se solo qualche giovane della, seconda e terza generazione dell’emigrazione italiana vi avesse ricavato un qualche stimolo a venire in Abruzzo, per conoscere una terra splendida, per natura e tesori d’arte.

Alla stampa italiana all’estero - giornali on line, quotidiani, settimanali e periodici - devo forte gratitudine, anche per l’immeritato rilievo che mi riservano. Pur con tutti i limiti di chi non fa il giornalista, professione bella quanto difficile, mi espongo volentieri al rischio di qualche critica solo ritenendo di poter essere utile all’Aquila ed all’Abruzzo, talvolta con un quid in più di trasporto, di cui mi scuso, specie quando richiamo la nostra storia civica e le grandi valenze regionali. Non è mia abitudine, essendo d’indole misurata e schiva. Ma quella passione in più è mirata alla particolarità dei lettori, i quali apprezzano che su certi argomenti della Patria lontana si scriva con calore piuttosto che con il distacco cui siamo abituati in Italia. Dunque, se qualche nota talvolta supera il pentagramma, mi si perdoni se non altro per il fine.

Mi accingo, dopo quasi trent’anni, a lasciare l’aula del Consiglio comunale dell’Aquila, dove per così lungo tempo ho avuto l’onore dì servire la comunità aquilana. Oso pensare d’essere utile in altro modo, con questo nuovo impegno, alla città capoluogo e all’Abruzzo. Promuovere e far meglio conoscere la nostra terra all’estero attraverso la stampa italiana - in Canada, Stati Uniti d’America, Repubblica Dominicana, Venezuela, Brasile, Argentina, Cile, Australia, Sud Africa, Belgio, Svizzera e Germania - suppongo possa aprire all’Abruzzo nuove opportunità. Se non altro aiuta a tenere saldi i rapporti con la splendida comunità degli Abruzzesi nel mondo - oltre un milione, dunque un altro Abruzzo - e vivo il loro legame con la cultura della terra d’origine. L’orgoglio delle proprie radici ha prodotto l’avanzata sociale, economica e civile degli Abruzzesi e di tutti gli Italiani nei Paesi d’emigrazione, che loro stessi hanno contribuito a far progredire. In quelle società, con vite esemplari di grande laboriosità e d’ingegno, hanno guadagnato all’Italia rispetto, onore e stima, facendo conoscerla nel suo vero volto. In fondo, essi hanno rappresentato all’estero la Patria come meglio non avrebbe potuto il più valente degli Ambasciatori.

 

 

 

Un forum dopo il ddl sull’editoria

II 29 ottobre scorso l’on. Massimo Romagnoli, deputato di Forza Italia eletto in Europa, ha presentato un ddl ed una serie di emendamenti alla legge sull’editoria, che saranno ora calendarizzati alla Camera. Intanto lo stesso Romagnoli si rivolge ai direttori delle testate giornalistiche on-line, proponendo “un grande forum per realizzare attraverso i vostri siti web sulla legge da me proposta e raccogliere eventuali suggerimenti”. L’idea di Romagnoli è quella di una “grande consultazione” che veda “coinvolti come attori” proprio “le testate giornalistiche degli italiani nel mondo che sono in prima linea per l’informazione ai nostri connazionali”, come pure le agenzie di stampa”. Non vi nascondo”, sottolinea il deputato azzurro, “che la battaglia sarà dura visto gli interessi che sono in carne ‘fido, comunque”, conclude, “nella vostra intelligenza per meglio contrastarli”.

 

 

 



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