"Maria Federici, omaggio ad una nobile aquilana"

(Tratto dal numero 03/09 di "Notizie fatti problemi dell'emigrazione")

Il sisma che ha colpito l’Abruzzo aquilano - e la stessa ragion d’essere dell’ANFE - ci offrono l’occasione per ricordare alcuni anniversari di Maria Federici. Anzitutto siamo grati a questa insigne personalità del nostro Paese e le rendiamo omaggio, sia perché nata a l’Aquila, sia in quanto fondatrice nel 1947 della nostra Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati. Un ricordo di fraterna vicinanza per i lutti e le rovine subiti dai suoi generosi e forti concittadini, dunque, ma anche occasione per celebrare due sue ricorrenze. In questo numero - che come tutti gli altri raggiunge (ora anche via internet) le Sedi ANFE sparse per il mondo, da quelle italiane alle tante altre che operano all’Estero – intendiamo onorare la sua Memoria, segnalandone brevemente le tappe più importanti del suo luminoso cammino terreno. Infatti, il terzo trimestre di quest’anno in corso, ricordiamo il centodecimo anniversario della sua nascita in L’Aquila (19 settembre 1899) ed il 25esimo della sua scomparsa (28 luglio 1984).

Per illustrarne l’indole e la profonda sensibilità - più che le nostre parole, ben poca cosa - riteniamo opportuno riportare qualche brano della premessa di una sua pregevole pubblicazione. Al riguardo segnaliamo che fra i diversi lavori, Maria Federici scrisse Emigrazione ieri e domani, edizione ANFE, Roma, 1972 (pag. 375). Una dotta disquisizione sul fenomeno migratorio, che prima fu dei nostri concittadini e oggi di tante persone in cerca di una vita migliore nel nostro Paese. Nel volume, che vide la luce in occasione del 25esimo della fondazione dell’ANFE, Maria Federici manifesta il suo pensiero, chiarendo che il suo “non è un libro commemorativo, anche se un tributo di riconoscenza andrebbe dato alle migliaia di persone volontarie, impegnate per un quarto di secolo in un lavoro di servizio sociale, rivolto ad una vasta porzione della società italiana… (ma) è piuttosto la traccia di un momento storico, nel quale per avventura ci fu possibile inserirci con piena e fervida partecipazione, che ci permise di seguire la sorte di centinaia di migliaia di migranti, vivendola molto spesso con essi, nel cuore stesso delle loro case”. E, concludendo,“un’esperienza che ha arricchito il nostro spirito e che ci ha fatto comprendere meglio che la vita è servizio.”: Ecco il monumentale valore di solidarietà cristiana che ha lasciato; l’eredità di comunanza con la sua essenza, che ci ha consentito di proseguire il suo cammino – si spera almeno in parte degnamente - ora che l’ANFE ha raggiunto 63 anni di attività dalla sua fondazione.

Per comprendere appieno la sua grandezza d’animo, è appena il caso di segnalare la carità cristiana e lo spirito di abnegazione di questa Grande Donna. Nella sua sconfinata bontà, tanto s’impegnò, quando nel Paese serpeggiava un prepotente egotismo dovuto alla stessa sopravvivenza di larghi strati della popolazione, per mancanza di tutto, soprattutto di cibo. Durante gli anni più tristi della nostra storia recente, con le macerie della Seconda Guerra Mondiale ancora fumanti e circondati dall’estrema povertà di tanti nostri fratelli. Maria Federici percorreva insieme ad altri volontari, i marciapiedi della Stazione di Roma e gli spalti del porto di Napoli per assistere come poteva a quanti per mancanza di mezzi emigravano in altri Paesi. Portava con sé diversi generi di conforto e per i bambini qualche indumento di lana e dei termos di latte caldo e quando aveva esaurito le scorte proseguiva nel pietoso soccorso per offrire almeno qualche parola di conforto.

La sua fu una vita esemplare, di grande solidarietà sociale ma anche d’impegno politico di peso, in un mondo ancora prevalentemente maschilista. Nel gotha dei nostri tempi è certamente fra le più famose personalità d’Italia. Laureata in lettere e insegnante, dopo l'8 settembre del 1943, prese parte alla Resistenza a Roma. Il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all'Assemblea Costituente, dove operò attivamente come componente del gruppo parlamentare Democratico Cristiano. Insieme a Teresa Noce e Nilde Iotti (PCI), Lina Merlin (PSI) e Ottavia Penna Buscemi (Uomo Qualunque) fu una delle cinque donne entrate a far parte della Commissione speciale presieduta da  Meuccio Ruini. In questa veste, fu incaricata di elaborare ed esporre il progetto di Costituzione da dibattere in aula, progetto codificato col nome di  Commissione dei 75. In particolare lavorò nella terza Sottocommissione, relativa ai diritti e doveri economico-sociali.

Successivamente, nel 1948, durante la prima legislatura del Parlamento, fu eletta alla Camera dei Deputati. Membro dell’XI Commissione (Lavoro e Previdenza sociale) e della Commissione parlamentare di inchiesta sulla disoccupazione, si è a lungo occupata dei problemi dell’emigrazione. Ha ricoperto le cariche di delegata nazionale delle  ACLI e di presidente del Centro Italiano Femminile (CIF). Una vita piena di impegni sia nella vita politica che nel sociale, in un’epoca in cui era ancor più difficile che le donne potessero emergere in un mondo quasi tutto al maschile. Ma ciò che Maria Federici è per noi fonte di continuo insegnamento, e faro che illumina il nostro volontariato, è l’aver fondato l’ANFE, che oggi conta su oltre cento Sedi, di cui l’ultima, da poco attiva, si trova in Polonia e proprio a Varsavia. A parte quelle operanti in Italia, ricordiamo le Delegazioni ANFE in Nord Africa, Europa, Paesi dell’America Latina, Stati Uniti, Canada, fino alla Delegazione ANFE per l’Australia con le Sedi di Sidney, Melbourne, Perth e Brisbane. Infine, riteniamo che questa sia una buona occasione per evidenziare che quest’attuale, importante rete di Comunità Italiani all’Estero va ad onore e merito della Presidenza Nazionale, passata da Maria Federici a Learco Saporito, che da un trentennio guida con passione le sorti dell’Associazione.
                                                                                            

Francesco NARNI MANCINELLI

 

 
   
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