Occorre capire bene cosa e successo nell’aprile del 2006, quando per la prima volta gli italiani all’estero votarono per corrispondenza 18 loro rappresentanti nel Parlamento italiano. Da allora si sono rincorse notizie e denunce di brogli elettorali, resi possibili da un meccanismo che non garantisce, da un lato, la trasparenza delle operazioni e, dall’altro, la segretezza del voto. Queste le premesse alla base dell’attività della Giunta per le elezioni al Senato che ha discusso su come verificare le operazioni del voto all’estero. Una mossa ampiamente annunciata che è rimasta in attesa tutto questo tempo perché la stessa Giunta ha dovuto occuparsi prima dei controlli di alcune sezioni nazionali.
Presieduta da Domenico Nania (An), la Giunta annovera tra i suoi 23 membri anche Filippo Berseli (An) e Andrea Pastore (Fi), due dei senatori che nelle ultime settimane hanno presentato altrettante proposte di legge volte al modificare la Legge Tremaglia, e Cosimo Izzo (Fi), Vice Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero.
Relatori delle proposte di verifica del voto all’estero sono Andrea Pastore e Antonio Boccia (Ulivo): a quest’ultimo, ieri, il compito di spiegare la strategia della Giunta che svolgerà tali operazioni non solo per chiarire, e quindi garantire, i risultati elettorali, ma anche per imparare dagli errori e apportare le opportune modifiche “legislative e comportamentali”. Necessità, questa, scaturita da quanto emerso dalla relazione di Claudio Fancelli, Presidente dell’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la Corte d’appello di Roma, i ricorsi presentati, la testimonianza di alcuni dei protagonisti del procedimento elettorale (almeno due dei consoli coinvolti nella spedizione dei plichi, il direttore generale competente del Ministero dell’interno, il direttore generale competente del Ministero degli esteri, il dirigente competente dell’allora Dipartimento per gli italiani nel mondo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, opinioni e studi pubblicati da esperti, gli articoli di stampa e le denunce di brogli comunque emerse. Ma come procedere? Boccia ha indicato due strade: la prima conoscitiva per fotografare quanto accaduto; la seconda operativa, cominciando a controllare le schede in America Latina e continuando con le sezioni che dovessero apparire problematiche alla luce dell’attività conoscitiva. Due le delibere illustrate da Boccia: nella prima si propone l’audizione delle persone coinvolte per via dei loro incarichi governativi e istituzionali; l’acquisizione dei testi delle denunce e degli esposti, da richiedere all’autorità giudiziaria, di studi pubblicati da esperti e di articoli di stampa. Boccia, nel suo intervento, ha ventilato l’ipotesi di chiedere all’Autorità giudiziaria quale siano le località alle quali si riferiscono le denunce così da indirizzare lì l’attività conoscitiva e quella di revisione schede. Nella seconda delibera, i relatori per la circoscrizione estero propongono alla Giunta di costituire due Comitati di revisione schede, uno per la ripartizione America meridionale, l’altro per le altre tre ripartizioni. A “pesare” su tale scelta sarebbe il ricorso di Mirella Giai che ha richiesto la contestazione dell’elezione del senatore Edoardo Pollastri, “previa verifica delle preferenze conseguite da ciascuno dei candidati della lista L’Unione per l’intera ripartizione”. Una richiesta ha detto Boccia che “non può non essere accolta, in riferimento a tutte le 204 sezioni della ripartizione”. E poi ci sono gli altri ricorsi per le altre ripartizioni, per i quali i correlatori hanno proposto “la revisione integrale delle schede valide e non valide” nelle sezioni individuate. Quindi sarebbero due i percorsi di riconteggio competenza di altrettanti Comitati: il primo, quello per il Sud America, all’inizio si limiterebbe solo alle schede assegnate a L’Unione per dirimere h questione Giai-Pollastri. Quello che interessa variamente le altre tre ripartizioni sarebbe invece esteso a tutte le schede valide. In questo caso, il Comitato competente potrebbe individuare un campione di sezioni alle quali estendere tale revisione, a cominciare da quelle in cui, in sede di controllo generale preliminare, non è stato possibile parificare i verbali e cioè 7 nella ripartizione America settentrionale e centrale, 70 nella ripartizione Europa, 10 nella ripartizione Asia, Africa, Oceania e Antartide. Sicuramente, ha precisato Boccia, tali controlli saranno effettuati nelle sezioni cui siano state conferite le schede, provenienti dai consolati ai cui ambiti territoriali facciano riferimento le inchieste penali in corso per brogli nella circoscrizione Estero. Quanto alla composizione dei Comitati competenti ai riconteggi, Boccia ha indicato in 5 il numero dei senatori da inserirvi, tra i quali i due correlatori e tre altri senatori, designati dal Presidente della Giunta con il criterio della rappresentatività dei Gruppi o, quanto meno, delle due coalizioni.
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