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A FIUMUCINO IL MONUMENTO AGLI ITALIANI CADUTI NEI PAESI DEL SUD DEL MONDO

I NOSTRI CADUTI PER LA PACE E SUL LAVORO

 

A pochi passi dall’aeroporto di Fiumicino, ci sono due rotonde. Nella prima c’è un monumento ai tredici aviatori italiani che nel 1961 furono trucidati a Kivu, in Angola, dove erano impegnati come caschi blu dell’Onu. Nella seconda rotonda sorgerà, tra la primavera e l’estate del 2008, il monumento ai volontari italiani caduti nei Paesi dei Sud del mondo.

L’annuncio è stato dato oggi, in una conferenza stampa al Collegio Romano, dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, e dal presidente dell’associazione Ong italiane, Sergio Marelli, davvero soddisfatto che dal governo italiano sia finalmente giunto “un riconoscimento a coloro che negli anni sono stati gli operatori di pace e giustizia nel mondo, a tutti i cittadini caduti all’estero, non solo ai militari”. Un gesto doveroso e maturo”, ma soprattutto “un messaggio universale che riconosce la generosità e la professionalità di chi, in silenzio, lavora nel mondo a progetti di solidarietà internazionale”, anche a coste iella propria vita, e cosi “testimonia con il proprio servizio i valori dell’Italia migliore”, ha commenta!: Rutelli, riconoscendo anch’egli che “così come si erigono monumenti importanti per le vittime civili e militari italiane nel mondo” – il 12 novembre verrà posta la prima pietra del monumento ai caduti di Nassiryia alla Basilica di San Paolo - “abbiamo deciso di erigere un monumento alla memoria di chi ha perso la vita in . some della generosità e del sacrificio”. Dal 1983 ad oggi sono ben 70 i volontari italiani ad aver perso la vita mentre erano impegnati a realizzare “progetti concreti” contro la fame, la povertà, per la pace. Tra gli ultimi caduti, Walter Urban, 53 anni o i Coopi, morto di malattia in Uganda nel 2007, Angelo Frammartino, giovane volontario di Prosvil ucciso a coltellate a Gerusalemme nel 2006, e la pediatra Maria Sonino, 52 anni di Cuamm (Focsiv). morta a causa di un’epidemia di ebola nel 2005 in Angola Ma ce ne sono tanti altri che vorremmo riportare, molti appena trentenni. Ciascuna ong ha un contributo di vita perso in azioni di altissimo valore umano e civile”, ha osservato Rutelli, “che ora dobbiamo ricordare”.

“Ci siamo sentiti sempre di “serie B”, nonostante l’impegno e i rischi che i nostri 5mila volontari e cooperanti attualmente in servizio accettano di affrontare, anche in contesti di guerra, assumendo un impegno concreto e in prima persona nella lotta alla fame e alla povertà”, ha proseguito Marelli. E nonostante “spesso i nostri volontari siano gli unici presenti in Paesi lontani e in conflitto, laddove le autorità governative non possono arrivare. Lì sentiamo di rappresentare il nome dell’Italia”. Li, ha aggiunto, attraverso la costruzione della pace, dello sviluppo e della giustizia sociale per le popolazioni povere lavoriamo ad un futuro vivibile per noi e per le generazioni future”.

Ma ora il monumento che sorgerà a Fiumicino rappresenta per Marelli un “primo segnale” che il governo vuole dare al “contingente di pace del nostro Paese”, quello che agisce in silenzio, ma “garantisce la pace nel mondo” e con la sua azione “getta le basi per un futuro di sicurezza anche per l’Italia”, perché, ha sottolineato Marelli, “la sicurezza è legata alla dignità della vita e, dove questa viene calpestata, possono attecchire violenza e terrorismo”. La scelta di Fiumicino, come “luogo simbolico da cui si parte e si arriva” e dal quale tutti i volontari italiani sono passati almeno una volta, non è un caso lo hanno sottolineato anche Vito Riggio dell’Enac e Furio Santini di Aeroporti di Roma, presenti entrambi per portare “adesione ed entusiasmo” all’iniziativa, nata t anno fa, in occasione dell’annuale Giornata Mondiale del Volontariato, indetta dalle Nazioni Unite, durante il quale Volontari nel mondo - FOCSIV conferisce un riconoscimento ad un volontario o ad una volontari che, contribuisce con il proprio impegno allo sviluppo delle popolazioni del Sud del mondo e ali-costruzione della pace. Alla cerimonia di premiazione dello scorso anno, il 2 dicembre, era presente anche Rutelli, che avanzò la proposta di individuare una forma dì testimonianza e commemorazione per i volontà italiani caduti.

Questa proposta si è concretizzata oggi con l’apertura del Bando di concorso a livello europeo per un monumento all’aeroporto internazionale di Fiumicino, come luogo simbolico di incontri tra culture e popoli diversi.

Il bando che verrà pubblicizzato su tutti i giornali italiani ed europei, scadrà il 6 febbraio del 2008 ci saranno 3 mesi per partecipare alla gara”, ha spiegato Luciano Marchetti del Mibac. “Poi nei marzo del: 2008 sarà una Commissione ministeriale, nominata da Rutelli, a scegliere il vincitore”, anche in base ai criteri di realizzabilità e facile manutenzione dell’opera nel tempo, e in seguito si apriranno i lavori del cantiere. Il budget non supererà il milione di euro già stanziato per il monumento a Nassiryia.

Il premier Romano Prodi ha assicurato che sarà presente alla posa della prima pietra. E tra un anno tutti coloro che passeranno da Fiumicino potranno ammirare un monumento che, ha concluso il ministro Rutelli sarà la testimonianza di un’Italia più consapevole dei propri valori migliori.

E tra questi l’orgoglio nazionale quello stesso che si tramuta nel servizio silenzioso, operoso e concreto di migliaia di volontari nel mondo.

 
 
 
 

Luigi Volpicelli

l’ANFE al castello di Celano in Abruzzo

Nel settembre scorso si è svolto il XIII convegno di pedagogia “Luigi Volpicelli”: insigne docente alla facoltà di magistero di Roma. Di formazione gentiliana, Volpicelli rese in forme più concrete le problematiche dell’educazione. “L’educazione tra ambizione, emigrazione ed esperienze di vita” è stato il tema del convegno di quest’anno. Al convegno non poteva mancare l’ANFE che ha contribuito all’iniziativa insieme ai Comuni di Villalago e Celano, l’Associazione italiana maestri cattolici, il Sindacato Autonomo Lavoratori della scuola e lo Studio Starter. Tra gli autorevoli interventi di diversi docenti segnaliamo con piacere quelle del Prof. Serafino Patrizio, Presidente regionale ANFE Abruzzo e provinciale dell’Aquila.

 
 
     
Una tragedia del lavoro italiano nel mondo forse più grave rispetto a quella di Marcinelle

“È con gioia e viva soddisfazione che apprendo la notizia dello stanziamento di fondi da parte del Ministero degli Esteri per realizzare i lavori di recupero del cimitero di Monongah (West Virginia - Usa), che si trova in uno stato di penoso abbandono”. Con queste parole Gino Bucchino, deputato Ds eletto nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale, commenta la decisione presa dalla Farnesina di finanziare l’operazione di restauro del luogo dove riposano le 362 vittime ufficiali (ma secondo stime più realistiche i morti furono 500) della tragedia mineraria avvenuta il 6 dicembre del 1907 nella cittadina americana, 171 delle quali erano italiani provenienti soprattutto da Molise e Calabria, ma anche da Abruzzo, Campania, Puglia, Lombardia, Piemonte. “Sono felice - aggiunge Bucchino - che l’Italia abbia assunto una posizione di responsabilità e rispetto nei confronti di una tragedia troppo a lungo dimenticata che ha colpito tanti innocenti. Oltre ai lavori di recupero, è stata decisa l’erezione di una stele commemorativa: un altro segnale di sensibilità e di attenzione nei confronti dei nostri connazionali che sono andati all’estero alla ricerca di una vita più dignitosa e che hanno perso la vita sul lavoro”. Il deputato ha poi ricordato come questo successo sia stato reso possibile anche grazie all’opera di sensibilizzazione avviata da tempo e di cui è stato partecipe in prima persona. L’On Gino Bucchino ricorda che già nei mesi scorsi era stato firmatario di una interrogazione presentata in Commissione Affari Esteri dall’Onorevole Sergio Mattarella che poneva il problema dello stato di degrado constatato nel cimitero di Monongah e al quale il Vice Ministro per gli Affari esteri con delega agli Italiani nel Mondo Franco Danieli aveva prontamente risposto garantendo da parte sua e del Ministero il massimo impegno in tal senso e di cui oggi possiamo vedere i primi frutti”.

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