Abbiamo scelto alcune cerimonie per poter ospitare altri servizi apparsi sulla stampa locale
Il National Arts Club di Gramercy Park a Manhattan ha fatto da cornice alla celebrazione di un autentico, storico traguardo: i 60 anni di fondazione dell’ANFE, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati, manifestazione svoltasi sotto gli auspici del Consolato Generale di New York.
Il Senatore Learco Saporito, del gruppo AN, giunto alla sesta legislatura, membro del Comitato per le questioni degli italiani all’estero e presidente nazionale dell’ANFE, ha porto il saluto al console generale Francesco Maria Talò, al Senatore Cosimo Izzo (F.I.), al consigliere militare presso la Missione all’Onu, generale dei Carabinieri Giuliano Ferrari, al coordinatore nazionale dell’ANFE sul territorio americano Tony Tufano, ai Comites e Cgie, a Michael Stern dell’omonima fondazione e patron dell’Intrepid Museum, oltre ai dirigenti di istituzioni italiane e ai numerosi ospiti.
Ad “America Oggi” il presidente dell’ANFE ha spiegato come l’Associazione, arrivata all’età di 60 anni, invece di andare in pensione si è rinvigorita e adeguata alle sfide del XXI secolo.
“L’ANFE, all’origine è nata per affermare alcuni valori della famiglia e della ricongiunzione. Ma anche per capire che il problema dell’immigrazione, non era un problema privato nelle fabbriche. Poi c’è stato il periodo del grande esodo all’estero e il problema della ricongiunzione familiare nel secondo grande periodo. Ancora, ci sono stati gli anni Settanta - ricorda il Senatore - in cui si è verificato un grande rientro che ha creato problemi. Dopo è venuta l’Unione europea, l’italiano è cittadino dell’Europa e già in qualche modo affronta in maniera diversa i temi della integrazione e del ricongiungimento familiare in un arco di territorio che genericamente era il Mercato Comune Europeo. Adesso - sottolinea Saporito - l’ultima fase è quella che attiene non soltanto all’emigrazione, ma anche all’immigrazione. L’ANFE e altre associazioni che hanno tanta esperienza in materia di emigrazione e che sono state vicine a gente che ha sofferto, adesso tentano di farlo con un segretariato dell’Immigrazione da sensibilizzare il parlamento, dal governo e dalle regioni che nel frattempo hanno avuto competenza, politiche attive. Noi che conosciamo la sofferenza dei nostri all’estero, possiamo capire quelli che vengono in Italia”.
Questo nel mondo della politica, ma l’ANFE si basa su valori che sono di diversa natura, come riferisce Saporito.
“Noi abbiamo delle idee chiare che ci vengono dalla dottrina sociale della Chiesa a cui abbiamo sempre ispirato la nostra azione. L’unità della famiglia e la libertà di movimento, che è un diritto di tutti quanti, ma soprattutto quel considerare ancora lo Stato, il governo e le istituzioni obbligate verso il mondo della nostra emigrazione. Certe volte - aggiunge ironicamente - abbiamo la sensazione che si fa di più per gli immigrati che non per i nostri emigrati. Si dice: ma loro hanno tutto. Ma una cosa non hanno: la patria. Perché ogni distacco forzato è sempre un distacco doloroso e dura per tutta la vita. Dobbiamo lavorare per questo”.
Per quanto riguarda invece l’aspetto della partecipazione alla politica italiana da parte dei 12 deputati e sei senatori eletti dagli italiani all’estero, il senatore Saporito più volte sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, spiega che è una realtà ancora da digerire. “È una realtà con cui dobbiamo fare i conti, sia gli italiani che stanno qua, come quelli che stanno in Italia. Soprattutto, cercare di dare una mano a questo gruppetto di eletti che si muovono tra mille difficoltà. Io personalmente avevo auspicato che ci fosse un gruppo unico, ma questo è un’utopia. Noi, come posizione dell’ANFE, siamo sempre stati molto cauti non sul consentire l’esercizio reale del diritto di voto, ma cauti sul riconoscimento di un collegio all’estero. Perché - fa osservare Saporito - dobbiamo fare delle politiche che uniscono e dobbiamo cercare di armonizzare questo che è stato fatto. Come Comitato stiamo lavorando su tre grandi temi: quale sarà la legge elettorale per le votazioni all’estero, se ci sarà una modifica del sistema elettorale. Secondo, quello della cittadinanza, perché adesso bisogna essere seri, le accuse che sono state fatte per gente che poteva votare e non ha potuto e chi invece non poteva ha votato. Sono accuse un po’ infamanti per noi e dobbiamo rivedere garanzie e tutele. Infine, la stampa: vedremo come sarà la legge di delega, auspicando che la stampa all’estero possa avere qualcosa in più rispetto a quello che ha avuto fino adesso, a cui si dovrebbero aggiungere tutti quei mezzi di comunicazione radiofonici e elettronici. Stiamo aspettando le proposte di governo in questa direzione, la certezza nell’erogazione e tempestività, ma soprattutto evitare di dare soldi a stampa che stampa non è” La nostra associazione ha la stessa età della Carte Costituzionale. La fondatrice, Maria Federici che ne aveva ispirato alcuni articoli, ponendoli in atto con la costituzione dell’ANFE – ha offerto uno strumento associativo improntato ai valori della dottrina sociale della Chiesa, cui tuttora noi tutti ci ispiriamo.
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